Ciao a tutti, sono Luna, o meglio Lupi, o Lupetta, come spesso la mia famiglia mi chiama. Una casuale assonanza? Forse dietro si nasconde di più. Mi reputo una ragazza forte e indipendente, ma certamente non disposta a lasciare l’amore della condivisione per il carattere solitario di un lupo. Non mi stanco mai di vedere cose nuove, curiosare in giro per l’Italia e per il mondo. E da quando ho aperto questo blog ho scoperto il piacere della dedizione. Allora sei pronto a conoscermi meglio?

Fin da quando avevo pochi mesi, i miei genitori mi hanno portata con loro alla scoperta del globo, in viaggi al di fuori delle solite mete. Arrivava Natale, e via in aeroporto per la destinazione della vita, ogni anno.

Ho raggiunto la Terra del Fuoco a 6 anni, all’estremità meridionale dell’America del Sud. Ho scalato le vette del Parco di Canaima a 9 anni, fino ai piedi della cascata più alta del mondo, l’emozionante Salto Angel. A 10 anni, ho aperto le braccia al cielo all’ombra dell’imponente statua del Cristo Redentore, a Rio de Janeiro. Ho riso ai timidi passi di tango dei miei genitori in Argentina, mentre ancora io cercavo di capire come si camminasse nel mondo. A 11 anni, ho toccato con mano la povertà delle remote popolazioni indigene, in Messico, e scalato le piramidi Maya tra Yucatan e Chiapas. Non ancora soddisfatta, mi sono fatta portare alle Seychelles, dove ho visto due tartarughe vecchie cent’anni fare l’amore. Sono stata alle Maldive due volte, ma non nei resort luxory. Abbiamo vissuto tra le genti locali e i loro giochi felici sotto il sole del porticciolo, ascoltando il ritmo delle loro tradizioni.

E intanto crescevo, e aumentava la mia sete di conoscenza. Così, a 16 anni, ho scoperto l’indipendenza, quando per la prima volta mi sono ritrovata da sola a Toronto per studiare l’inglese. E nella fretta di diventare grande, ho scordato la macchina fotografica su un taxi di New York e dimenticato il cellulare nei bagni di Central Park, entrambi ritrovati per un colpo di fortuna.

Gita sul lago Ontario, Toronto

E poi a 18 anni, ho condiviso la gobba di un cammello con una grande amica, nel deserto canario di Maspalomas. Ho imparato ad immergermi tra i suoni della natura malesiana e nel blu delle acque tailandesi, bellezze che da bambina non sapevo cogliere. Mi sono emozionata guardando i tramonti di Santo Domingo e ho pensato quanto fosse bello il mondo nuotando coi delfini a Zanzibar.

Ma nei miei viaggi, ho vissuto anche la sofferenza, vedendo un cubano piangere per un senso di prigionia, mentre il mondo fuori ballava la salsa. Ho vista la fatica di donne che lavoravano senza sosta nelle piantagioni di tè in Sri Lanka, mentre i turisti bevevano una tisana all’ombra. Ho risalito i canyon dell’Oman con una macchina sgangherata, rischiando di rimanere a piedi nel nulla. E la montagna dai 7 colori tra le rovine Inca del Nord Argentina, dove bambini disperati dalla fame vendevano sabbia colorata.

Poi, improvvisamente, ho assaporato un bacio d’amore sotto la pioggia di Parigi, e cantato con Raffaele canzoni italiane tra Francia e Spagna. E con lui ho scoperto un nuovo mondo. Ho vissuto la vera passione del cuore.

Questa sono io, ma non solo viaggi

Questa sono io, il mio passato, che mi ha formato fino ad ora. Ma nella mia vita non esistono solo viaggi. Sarebbe troppo bella e facile la vita così, no?

Ogni giornata è un puro equilibrio tra blog e università, mondo e studio, amore e dovere. Eh si, la mia passione mi ha portato a frequentare ormai da un anno la facoltà di Turismo Internazionale a Rimini. Da quel momento, finalmente, ho trovato il tempo di dedicarmi ad una delle cose che amo di più: scrivere le emozioni dei miei viaggi, sperando di farvi immergere nel mio stesso mondo. La mia vita comincia a bilanciarsi tra studio e scrittura, entrambi accomunati dalla dedizione.

Per questo motivo viaggio principalmente nei weekend e nelle festività. Adoro scovare luoghi al di fuori dalle aspirazioni turistiche, lontani dalle mete ricercate e di lusso. Mi piace mangiare cibo locale e scoprire le diverse storie delle persone che incontro. Viaggio con rispetto per la cultura del posto, immergendomi con tutti i 5 sensi.

Giocando coi bambini di Jambiani, Zanzibar

Mi piace tanto anche l’Italia, il nostro bellissimo paese, tanto che ogni agosto non posso non fermarmi a respirare l’aria di mare a Lerici, la mia culla estiva per molti anni.

Mi piace definirmi una piantina che germoglia, ben ancorata alle sue origini e dai saldi principi, ma che spinge verso la luce del mondo.

Se vi rispecchiate in me, potete cominciare a scoprire il mio piccolo grande orto, continuamente in evoluzione. Buona lettura!

Comincia leggendo i miei racconti di viaggio in Oman, sono i miei preferiti! Nel deserto, a contatto con la cultura beduina (Clicca qui). Tra le bellezze di Muscat, la capitale (Clicca qui). Tra Jabel Shams e Nizwa (Clicca qui)

Volete scoprire di più sulla ragione per cui ho deciso di aprire il blog? Scoprilo qui!