Circondato dalle prime dolci colline emiliane, Castelvetro di Modena conserva nella sua terra e nella sua gastronomia le radici storiche. Le alte torri sono l’emblema della sua identità medievale. L’aceto balsamico racconta la sua essenza agricola tramandata nei secoli. Il Lambrusco Grasparossa racchiude la tradizione vinicola del territorio. Ignari di vivere una delle giornate emiliane più belle, partiamo verso una nuova insolita meta. Sei pronto a scoprire con me cosa vedere a Castelvetro di Modena, il borgo dai tesori nascosti?

Cosa vedere a Castelvetro di Modena

Era una giornata nuvolosa. Il sole non accennava a fare capolino tra le nuvole e i dubbi sulla nostra gita domenicale erano davvero troppi. Ma fortunatamente le scelte erano solo due! Restare sul divano a guardare serie tv e mangiare gelato oppure trasformare quella giornata in una nuova occasione di scoperta. E per dei viaggiatori come noi, non è stato difficile trovare la risposta migliore. Avremmo scovato altri luoghi “oltre le solite mete”!

Subito, ci siamo ricordati di un borgo davvero particolare, un borgo la cui anima dicono essere un ottimo Lambrusco del territorio. E allora via alla volta di Castelvetro di Modena e del suo Grasparossa!

Cosa vedere a Castelvetro di Modena: Piazza Roma e le sue torri

La macchina svetta veloce tra filari e campi di grano, quando d’improvviso vedo emergere all’orizzonte l’alta sagoma di una torre. Non manca molto all’arrivo al borgo e già sento in me un brio di felicità in mezzo al grigio del cielo. Parcheggiamo in Via XX Settembre e noto subito l’antichissima cinta muraria che protegge ancora Castelvetro di Modena. Noi partiamo proprio dalla Porta del Cardo Sud per raggiungere la vetta del borgo.

Cosa vedere a Castelvetro di Modena
La Porta del Cardo sud, la cinta muraria e la Torre dell’Orologio che svetta imponente

Mi trovo catapultata in tempi antichi, quando dame e cavalieri ancora splendevano. Piazza Roma è il cuore pulsante del paese e sebbene sia nata recentemente, conserva ancora la passata identità storica di Castelvetro. L’alta Torre dell’Orologio svetta inclinata sulla piazza e ci fa percepire lo scorrere del tempo. Non solo perché l’attuale orologio del campanile segna l’ora esatta, ma anche perché la meridiana di ben 500 anni fa è ancora riconoscibile. Oggi l’orologio elettrico sovrasta quello solare, e ci testimonia l’irreversibile scorrere dei secoli.

Torre dell'Orologio, Castelvetro di Modena
La Torre dell’Orologio in Piazza Roma

Ma la Torre dell’Orologio non è l’unica a Castelvetro di Modena. Anche la Torre della Prigioni sopravvisse alla voluta distruzione del vecchio Castello per far posto ad una piazza più ampia. Ora, insieme ad esse, posso ammirare intorno a me i più recenti Palazzo Rinaldi e il Palazzo Municipale.

Esiste però qui a Castelvetro di Modena una particolarità del tutto unica, quella che forse rese così singolare il paese. È l’enorme scacchiera disegnata sulla pavimentazione lastricata di Piazza Roma. Qui, negli anni pari, si gioca una grande partita, la “Dama Vivente”, rievocando una celebre sfida a scacchi dei Marchesi Rangoni. Mi metto in posizione su una casella bianca e fingo di essere la Regina. Il mio Re? Mi stava facendo la foto!

Non resta che affacciarsi dalla balconata della piazza per ammirare la splendida vista su vigneti e colline!

Piazza Roma, Castelvetro di Modena
Piazza Roma e la sue grande Scacchiera

L’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna

La piazzetta e le sue vicine viuzze sono attorniate da ristorantini, e buttando l’occhio goloso, intravedo prelibatezze emiliane. Ma ciò che attira la nostra attenzione è una grande vetrina che espone con orgoglio l’oro nero di Modena. È l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, una collezione di più di 200 etichette emiliano-romagnole e Aceto Balsamico Tradizionale Dop. Ma la vera e autentica anima di Castelvetro è una sola: il Lambrusco Grasparossa, dagli intensi profumi di frutti di bosco. È domenica e l’Enoteca non è aperta per degustazioni, ma non ci rimarrà il rimpianto. Più avanti, troveremo un ristorantino lodevole in cui potremo assaporarlo.

Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna
L’oro nero di Modena, l’Aceto Balsamico DOP

Cosa vedere a Castelvetro di Modena: viuzze e vicoletti

Sempre più curiosa, mi inoltro alla scoperta di vicoletti nascosti. Castelvetro di Modena non è un borgo molto grande, ma i suoi piccoli dettagli mi fanno innamorare. Noto i panni stesi a fili legati alle due estremità del vicolo. Noto un gattino il cui musetto tenero sporge da un balcone. Noto come sui numeri civici delle case siano scritti in alternanza “Castelvetro di Modena” e “Castelvetro”, vecchio nome del borgo. Mi catturano le edere rampicanti intorno a portoni in legno. Incontriamo anche una famosa acetaia, La Vecchia Dispensa”.

Cosa vedere a Castelvetro di Modena

La pace dei vicoletti mi culla la mente, il silenzio mi avvolge, mentre una dolce melodia comincia ad espandersi nel vuoto. Una musica soffusa mi attira sempre più verso di lei. Non riusciamo a fermarci, come se fosse il canto ammaliante delle sirene.

Il Cappero alle Mura

La musica non sembra lontana, anzi l’abbiamo raggiunta. Scopro che proviene da un ristorantino affascinante, Il Cappero alle Mura. Non resistiamo ed entriamo incuriositi e affamati. Ci rendiamo subito conto della classe intrigante del luogo. Sono le antiche prigioni del Castello di Matilde di Canossa, una location che riporta a vicende storiche suggestive.

Oggi il locale è raffinato tanto quanto i piatti e il servizio che offre. Qui ci sentiamo coccolati, con un aperitivo di benvenuto offerto dalla casa e dei ravioli verdi all’aceto balsamico e crema di parmiggiano reggiano, che ancora mi lasciano l’acquolina in bocca. Il pranzo è stato coronato da una bottiglia di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro che tanto volevamo assaggiare. Col suo color rubino e le sfumature violacee, ci avvolge il palato di morbidezza e sapori fruttati.

Ristorante Il cappero alle mura. Castelvetro di Modena
Il Lambrusco Grasparossa del territorio

Cosa vedere a Castelvetro di Modena: Levizzano Rangoni

È già metà pomeriggio ormai, ma il sole deve ancora tramontare. L’esplorazione non è finita! Ci allontaniamo qualche chilometro da Castelvetro di Modena, per raggiungere Levizzano Rangoni. È una frazione davvero piccola, ma immersa nella natura e nella storia. Il suo celebre castello risale all’epoca dei Levizzani, al lontano 890. Ma il patrimonio artistico che ancora oggi risplende nelle sue sale fu opera della potente famiglia dei Rangoni nel XVI secolo.

Ormai sommersa dalla natura, vedo una costruzione tra i campi di San Rocco. È il vecchio Cimitero Napoleonico, realizzato fuori dalle mura del paese in seguito a precise norme igieniche. Oggi è una bella location per concerti ed eventi, ma una caratteristica particolare mi colpisce: i porticati che circondano il cimitero sono davvero molto bassi! Mi domando se gli uomini di 200 anni fa avessero un’altezza così diversa dalla nostra!

Levizzano Rangoni, Castelvetro

La nostra giornata si conclude abbracciati tra i vigneti di Grasparossa ad ammirare il castello da lontano e il cielo azzurro. Le nuvole di inizio mattino sono scomparse, l’arietta leggera mi accarezza la pelle e io non posso essere più felice di aver vissuto una giornata così bella!

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Castelvetro di Modena: cosa vedere nel borgo dei tesori nascosti
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28 pensieri su “Castelvetro di Modena: cosa vedere nel borgo dei tesori nascosti

  • Giugno 12, 2020 alle 9:06 am
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    Molto interessante questo paesino; una vista deve essere molto affascinante, soprattutto l’aspetto eno-gastronomico!

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    • Giugno 12, 2020 alle 9:08 am
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      Si assolutamente. Consigliatissimo assaggiare il Grasparossa di Castelvetro

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  • Giugno 12, 2020 alle 9:55 am
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    Ho lavorato per alcuni anni a Castelnuovo Rangone, proprio in quella zona e ho avuto modo di andare ad un matrimonio nella cornice magica di Castelvetro, davvero una location suggestiva. I palazzi storici sono bellissimi ma quello che è incomparabile del borgo è la vista sulle colline, davvero incantevole

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  • Giugno 12, 2020 alle 4:29 pm
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    Mi piacciono molto i borghi emiliani! Sono caratteristici ed offrono specialità da degustare ed assaggiare!

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    • Giugno 16, 2020 alle 8:38 am
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      Vero! Abbiamo la fortuna di avere una storia millenaria e una bella tradizione gastronomica che ancora oggi è una delle più belle del mondo

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  • Giugno 12, 2020 alle 5:53 pm
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    Borgo e vicoli. Per me una combinazione che già così sarebbe perfetta e non necessiterebbe di altro. I vigneti di Grasparossa sono proprio la ciliegina sulla torta poi!

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  • Giugno 12, 2020 alle 8:58 pm
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    Adoro questi piccoli centri dal sapore autentico 😊. Conosco bene Modena ma a Castelvetro non sono mai stata, una meta da segnare per una gita fuori porta per me che vivo a Bologna.

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  • Giugno 14, 2020 alle 7:43 pm
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    Ho letto con molto interesse perchè sono un’appassionata ammiratrice del Lambrusco. Finalmente ho dato un “volto” ad un paese che spesso cena con me a tavola.

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  • Giugno 14, 2020 alle 8:44 pm
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    Anche io adoro visitare nuovi luoghi e poco conosciuti invece che “le solite mete”: l’Italia ha la fortuna di avdre borghi e borghetti unici, tutti ricchi di storia e tanta cultura! Sta a noi scovarli e renderli immortali!

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    • Giugno 16, 2020 alle 8:42 am
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      Esatto! Hai centrato in pieno l’obiettivo e lo spirito del mio Blog 😍

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  • Giugno 16, 2020 alle 1:34 pm
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    Siamo stati a Modena ma non abbiamo avuto modo di esplorarne i dintorni. Castelvetro sembra proprio un borgo fermo nel tempo, di quelli in cui mi piace perdermi nei miei pensieri. E poi le enoteche sono una delle mie passioni! Segno!

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  • Giugno 16, 2020 alle 2:43 pm
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    Sembra davvero un bel posticino! Grazie dello spunto! E poi mi hai conquistata parlando del vino.. 🙂

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  • Giugno 16, 2020 alle 8:05 pm
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    Bello questo paese… e poi siamo a Modena che per me è sinonimo di buona cucina e aceto balsamico… sono andata a vedere il tuo link della Vecchia Dispensa e mi ha proprio ispirato molto…

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  • Giugno 16, 2020 alle 8:57 pm
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    Che bella Castelvetro! In autunno, poi, ha dei colori veramente splendidi

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  • Giugno 17, 2020 alle 7:13 am
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    I Borghi: il vero tesoro italiano e questo sembra proprio bellissimo😍

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  • Giugno 17, 2020 alle 11:14 am
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    Non conoscevo questo borgo ma sembra davvero carino e rispecchia molto il mio ideale di località da visitare. Me lo segno per quando mi troverò in quelle zone, grazie degli spunti

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    • Giugno 17, 2020 alle 8:49 pm
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      Grazie a te! Mi fa sempre piacere quando vi piace leggere l’articolo😊

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  • Giugno 18, 2020 alle 4:04 pm
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    Sono stata a visitare un’acetaia e se ci penso sento ancora il profumo del mosto nelle botti. Quella zona è davvero strepitosa.

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  • Giugno 19, 2020 alle 11:07 am
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    Come dici tu, sono i piccoli dettagli che rendono questi borghi storici posti così speciali. Inoltre mi hai fatto venire l’acquolina in bocca con la descrizione del tuo pranzo, Il cappero delle mura mi sembra proprio un posto che vale la pena provare! (Mi piace anche il nome 😉)

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  • Giugno 22, 2020 alle 2:25 pm
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    Quante cose interessanti offre Castelvetro! Mi ispira molto, e mi vergogno a non esserci ancora stata abitando a Bologna! Molto interessante anche l’Enoteca regionale, sicuramente ci farò una capatina 🙂

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