Ai piedi del Colle Giove, prende vita Santarcanglo di Romagna, il borgo riminese dalle intriganti vicende storiche. Percorro vicoletti dai tipici nomi medievali, e passando per Contrada dei Fabbri, raggiungo casualmente il Museo dei bottoni, la torre campanaria e l’antico acquedotto.  Nella Via dell’Amore, assaporo la genuinità della bambina che porge dolcetti all’anziana signora. Raggiunto l’apice del borgo, ammiro la Rocca Malatestiana, dove antiche leggende narrano di un certo Paolo e una certa Francesca. Sei pronto a scoprire cosa vedere a Santarcangelo di Romagna? Continua a leggere per respirare meraviglia.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna
I vicoli colorati di Santarcangelo di Romagna

Era un quieto lunedì di Ottobre, avevo appena finito le lezioni universitarie, riso con i miei amici, passeggiato nei vicoletti colorati di Borgo San Giuliano, ma non ero ancora del tutto soddisfatta: mancava qualcosa. Mancava una nuova scoperta. Ecco che da Rimini salgo sul treno per Piacenza, in direzione Santarcangelo di Romagna, il borgo medievale nel cuore della verdeggiante Val Marecchia.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: Piazza Ganganelli

Arrivata alla piccola stazione del paese, percorro un lungo viale alberato per arrivare nel centro storico. Ancora non conoscevo la bellezza che avrei visto! Si apre davanti a me Piazza Ganganelli, dove spicca l’imponente arco dedicato a Papa Clemente XIV, originario di Santarcangelo.

Ma l’arco racchiude un’antica e inquietante superstizione: il giorno di san Martino, l’11 Novembre, vengono appese all’arco delle grandi corna. Quando gli abitanti attraversano l’arco, le corna non devono assolutamente oscillare. Lo scaramantico motivo? In caso contrario, la relazione… non andrà propriamente a buon fine. Ecco spiegato l’insolito soprannome del monumento: “l’Arco dei Cornuti”!

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: Piazza Ganganelli

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: la bellezza del borgo antico

Il borgo antico di Santarcangelo di Romagna è un dedalo di viuzze pittoresche. Stradine in pietra riportano a passati medievali, mentre piazzette antiche raccontano appassionanti storie di tradizioni e leggende. Ci si perde ad ammirare scorci panoramici sulla Val Marecchia e i tetti rossi riminesi. Si respira la quotidianità dei suoi abitanti, immersi perennemente in un’atmosfera di armonia e pace. Il silenzio regna assoluto e i profumi locali seducono i sensi e li fanno innamorare del borgo medievale più bello di Rimini.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna

La Grotta dei Piaceri

Mi addentro tra le stradine pittoresche. Si cominciano ad arrampicare sul Colle di Giove e l’atmosfera diventa voluttuosa e affascinante. Salendo su per Via Aurelio Saffi, noto una particolare porticina ricavata dalla pietra. All’entrata, è ornata da edere rampicanti e colorate ceramiche romagnole, campanellini, tazze, biscottini e confetture.

È la “Grotta dei piaceri”, il variopinto negozietto di Santarcangelo scavato in una delle tante grotte tufacee del Colle di Giove. Mi attrae una soffusa musica romagnola proveniente dall’interno e non resisto a sbirciare. Ammirare le sue sfumature e i suoi prodotti tipici è una coccola per gli occhi: il miele di Santarcangelo, il sale di Cervia, il Formaggio di Fossa e l’incredibile vino Sangiovese.

La Grotta dei Piaceri a Santarcangelo (RN)

Il Museo del Bottone

Proseguo per la dolce scalinata in pietra, ed ecco che mi imbatto in una delle raccolte museali più particolari del mondo. È il Museo del bottone, la collezione di Giorgio Gallavotti che per passione ha raccolto circa 12.000 pezzi. Esposti in quadretti ordinati, quei bottoni sono una testimonianza di più di quattrocento anni di storia. Raccontano le curiose caratteristiche di persone che li indossavano e anche particolari aneddoti sul loro utilizzo.

Quello che più mi ha affascinata? Il bottone disegnato da Pablo Picasso per Coco Chanel: raffigura un cavallo stilizzato dalle sfumature blu e dorate.

Museo del Bottone, Santarcangelo di Romagna (RN)

Piazzetta delle Monache

Salgo sempre di più verso l’apice del Colle, tra antiche porte cittadine, mura in pietra e tanta tranquillità. Ed eccomi in Piazzetta delle Monache. In tempi antichi era il centro del paese, dove i cittadini si riunivano a chiacchierare in convivialità.  Ora mi guardo intorno e vengo rapita da dettagli che mi riportano nel passato: il convento cinquecentesco, un raro pozzo medievale dove gli abitanti si incontravano a raccogliere l’acqua e un particolare bassorilievo. Rappresenta la bella Francesca, amante di Paolo, a rievocare lo storico tradimento avvenuto in una delle Rocche Malatestiane romagnole. Forse proprio a Santarcangelo, ma il mistero vela ancora la vicenda!

Piazzetta delle Monache, nel cuore del borgo di Santarcangelo (RN)

Sulla piazza si affaccia anche il Musas, il Museo Archeologico di Santarcangelo: tramanda le tradizioni locali dalla preistoria fino all’Ottocento.

Il Campanone e l’antico acquedotto

Mi perdo tra le viuzze del borgo antico, ogni angolo è una scoperta e passeggio senza meta alla ricerca della prossima. Mi ritrovo in Via Ballaere, e mi imbatto nell’antico acquedotto cittadino, risalente agli anni ’30. Poco più avanti, in Piazzetta Galassi si innalza davanti a me l’altissimo Campanone, il simbolo dell’identità di Santarcangelo di Romagna. Con i suoi 25 metri di altezza, la torre campanaria sovrasta me e le basse casette color pastello. Ogni ora, i cittadini vengono ancora deliziati dai suoi decisi rintocchi di campana, ad indicare la vincita della torre sul tempo e l’antichità.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: il Campanone

La Via dell’Amore

Che aria romantica che si respira qui a Santarcangelo di Romagna! La si percepisce nella coppia di anziani seduti insieme davanti alla loro porticina colorata, nella genuinità della bambina che porge i dolcetti all’anziana signora e anche nel gatto che gironzola solitario pavoneggiandosi. C’è un vicolo che è l’emblema del romanticismo santarcangiolese. È la Via dell’Amore, o semplicemente Vicolo Amaduzzi. Qui, casette dagli accesi colori si alternano a scorci panoramici emozionanti. Mi fermo ad ammirare il paesaggio sui tetti rossi riminesi, lo sguardo spazia su tutta la Val Marecchia, fino al mare e agli orizzonti più lontani

La vista sulla Val Marecchia dal borgo di Santarcangelo

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: la Rocca Malatestiana

Ed eccomi arrivata alla vetta, l’apice del Colle Giove, dove si erge imponente la Rocca Malatestiana che domina dall’alto. Che sia davvero il luogo del tradimento di Paolo e Francesca? Bene ancora non si sa, ma antiche leggende raccontano che in notti senza luna i loro fantasmi si aggirino per le vie del borgo, in cerca di pace e conforto.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: la Rocca Malatestiana

Santarcangelo: testimone dell’indubbia bellezza della regione

Santaracangelo di Romagna è stata una piacevole scoperta, un borgo lontano dalle rotte turistiche, dalle solite mete romagnole. Un borgo che regala tranquillità ed emozioni, un borgo che fa bene all’anima e che fa innamorare il cuore. È la testimonianza dell’indubbia bellezza nascosta dell’Emilia Romagna.

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Leggi anche dove si trova la Caletta nascosta della Liguria e il racconto su Dozza, il borgo dall’anima artistica! 

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Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna, il borgo più bello di Rimini
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8 pensieri su “Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna, il borgo più bello di Rimini

  • Giugno 5, 2020 alle 7:17 pm
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    Pensa che io vado al mare qui vicino e non ho mai effettuato una deviazione in questo posto benché tutti me ne parlano benissimo. Mi sa che ci devo andare prima o poi!

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  • Giugno 9, 2020 alle 9:31 am
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    In questo periodo ho visto spesso questo borgo in varie foto, dveo dire che mi è venuta voglia di scoprirlo. ancora di più dopo aver letto questo tuo post.

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    • Giugno 9, 2020 alle 10:09 am
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      Ti sorprenderà sicuramente! Rimini non è solo mare e movida, ma ha questa curiosa anima nascosta😊

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  • Giugno 9, 2020 alle 1:26 pm
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    Sono nata a Bologna e nonostante ciò non sono mai stata a Sant’Arcangelo di Romagna! Eppure io adoro questi piccoli borghi di provincia, cosi tranquilli e autentici. Dovrò rimediare… 😉

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  • Giugno 12, 2020 alle 2:10 pm
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    Consiglio di andare a pranzo alla “Trattoria da Renzi”, in località Canonica, che fa delle tagliatelle da urlo, le più buone mai mangiate

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