Tra le stradine variopinte di un borgo incantato, respiro il fascino di uno dei centri storici più particolari che abbia mai visto.  I suoi caratteristici muri dipinti mi riempiono gli occhi di colori e meraviglia. La passeggiata degli artisti mi regala scorci mozzafiato sulle colline verdi imolesi, mentre la Rocca Sforzesca mi riporta indietro a tempi passati. Ecco cosa vedere a Dozza, il borgo romagnolo dall’anima artistica.

Cosa vedere a Dozza: il centro storico e i murales
Il centro storico di Dozza

A pochi chilometri a Sud di Imola, Dozza è una piccola cittadina medievale, ma con una caratteristica unica in tutta l’Emilia Romagna: qui, tra vicoletti acciottolati, porticati e angoli nascosti, l’arte prende il sopravvento. Le mura di ogni dimora vengono rallegrate da murales che stimolano l’immaginazione. Dipinti che decorano pareti raccontano storie d’amore, di passati nostalgici o di fantasia: sta a noi comprendere il significato nascosto di ogni opera d’arte!

I murales di Dozza
“La natura e l’uva”, Fernando Masi. 1981

Cosa vedere a Dozza: Il centro storico e i suoi murales

Mi aggiro senza meta tra le stradine costellate di murales in uno dei Borghi più belli d’Italia. Non è facile perdersi qui: nel centro storico esistono solamente due vicoletti paralleli, ed è proprio da essi che Dozza assume la sua particolare forma a fuso.

Cosa vedere a Dozza: il muro dipinto

Arrivo dal parcheggio, e appena mi addentro nel paesino noto una fiera bandiera italiana. È talmente realistica che sembra sventolare orgogliosa sui muri della caserma dei carabinieri! In realtà, è solo un’anticipazione della straordinaria bellezza che mi aspetterà.

In via XX Settembre inizia un vero e proprio museo a cielo aperto: ai lati di una bottega gioca un ragazzo col suo aquilone [Ragazzo che gioca nei prati, Gioxe de Micheli, 1887] e un soffio di vento tranquillo mi trasporta con lui in giardini fioriti.

Ed ecco che improvvisamente, una gigantesca e nuda figura delle sembianze umane compare ai lati di un portone in legno. È “L’angelo di Dozza” [Giuliana Bonazza, 1993] che su una parete dalle sfumature rosee, sembra proteggere l’ingresso della dimora.

Angelo di Dozza, nel cento storico
“L’angelo di Dozza”, Giuliana Bonazza. 1993

Iniziò tutto negli anni Sessanta. È in quel lontano periodo che la Biennale del Muro Dipinto vide la luce. Da quel momento, ogni anno dispari, artisti da tutto il mondo si riuniscono a Dozza e creano nuovi capolavori sulle mura del paese. Il borgo li colleziona con amore da oltre mezzo secolo e ogni volta aggiunge un tassello alla sua storia, alla sua galleria d’arte.   

Finestre, tunnel, cornicioni, vengono tutti sapientemente inseriti nei dipinti, diventando talvolta la testa di un volto astratto [Two wamen chatting, Kamil Targosz, 2000], o le grandi gambe allargate di un elfo nuovo in città [Franz, a new citizen, Karin Anderson, 2011]. Persino nell’arco dell’orologio si apre un puro e delicato paesaggio che dà vita a un armonioso arcobaleno [Arcobaleno, Alfonso Frasnedi, 2000].

Camminando fra personaggi fantastici, Dozza mi ricorda Borgo San Giuliano e i suoi murales, un volto diverso di Rimini. Ma qui, è tutto più astratto, governato dalla creatività dell’immaginazione.

Biennale del muro dipinto
“Arcobaleno”, Alfonso Fresnedi, 2000 e “Franz, a new citizen”, Karin Anderson, 2011

Cosa vedere a Dozza: la Rocca Sforzesca

Un altro patrimonio altrettanto bello come la sua arte si nasconde a Dozza. Come ogni borgo che si rispetti, sulla vetta della collina sorge la Rocca Sforzesca. Dal basso, osservo la sua armoniosa architettura medievale, risalente ai tempi di Caterina Sforza, che nel XV secolo vi fece ricostruire le mura di cinta.

cosa vedere a Dozza: la Rocca Sforzesca
Ai piedi della Rocca Sforzesca di Dozza

Qualche euro per il biglietto, e via alla scoperta della fortezza! Gli interni sono veramente suggestivi e mi trasportano nell’antichità: vedo le stanze di tortura degli schiavi, le prigioni con le catene, ma anche i lussuosi saloni e la sala da pranzo della vecchia famiglia Malvezzi-Campeggi.

i saloni signorili della Rocca Sforzesca di Dozza
Le stanze signorili della Rocca Sforzesca

Salendo verso la torre, incontro una gabbia ben chiusa, dove dorme un docile drago proteggendo il suo uovo. Ma la parte migliore deve ancora venire.  Dall’alto della Torre Maggiore percorro la circonferenza delle mura e dalle piccole finestrelle squadrate, ammiro la bellissima vista sulla campagna e i tetti rossi di Dozza.

Cosa vedere a Dozza: L’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna

Mi addentro nei sotterranei della Rocca Sforzesca e una curiosa sorpresa mi attende. Qui, si trova l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, un’associazione nata per valorizzare il patrimonio vinicolo della regione. La sua cantina conta più di 800 etichette selezionate e tra i vini regnano il rosso Sangiovese e il bianco Albana. È un vero e proprio parco giochi per gli amanti dei vini, che hanno occasione di assaporare i vari aromi dell’Emilia Romagna.

l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna
L’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna

La Passeggiata degli Artisti e la via Sant’Anastasia

Il piccolo borgo di Dozza è la porta d’accesso alla Romagna, segnando il confine che separa dialetti, tradizioni, e storia. Percorrendo la Passeggiata degli Artisti mi sembra proprio di camminare sui limiti dell’Emilia e della Romagna, una sorta di zona neutrale, dove le due sorelle si fondono armoniosamente tra loro.

Dalla Rocca Sforzesca, la passeggiata panoramica attraversa la via Sant’Anastasia e si affaccia sulle prime generose colline e i vigneti della Valsellustra. I campi coltivati che intravedo tra la vegetazione raccontano di una Romagna umile e operosa, in cui uomini e donne hanno da tempi antichi legato la loro esistenza al lavoro faticoso della terra. Passeggio lentamente e assaporo il profumo d’aria campestre.

Cosa vedere a Dozza: la Passeggiata degli Artisti

Mi accompagnano i dipinti naturalistici degli artisti della Biennale, seguendo un percorso che ben scandisce il naturale ritmo delle stagioni. Sopra di me, la flora si intreccia con maestria a formare un tunnel vegetale di rampicanti e arbusti di sottobosco. Vedo le robinie che con in loro grappoli odorosi di fiori accrescono l’atmosfera fiabesca di questo pergolato spontaneo. Anche la semplice natura può essere magia.

Arrivo al Rivellino, l’altro capo della Passeggiata degli Artisti e mi rendo conto che ormai è quasi sera. Dozza, che meraviglia che sei stata, pura energia tra creatività e naturalezza. Ci rivedremo quando un nuovo tassello sarà aggiunto alla tua storia. A presto, Luna

Leggi anche dove si trova la Caletta nascosta di Lerici, in Liguria e il mio itinerario nel Chianti!

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Il borgo romagnolo dall’anima artistica: cosa vedere a Dozza
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8 pensieri su “Il borgo romagnolo dall’anima artistica: cosa vedere a Dozza

  • Giugno 5, 2020 alle 9:04 pm
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    Bellissimo paese visitato lo scorso anno dove vale la pena di fermarsi e perdersi ammirando le opere dei vari artisti che si fondono con gli edifici in un bellissimo gioco di prospettive

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  • Giugno 9, 2020 alle 1:21 pm
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    È da tempo che vedo in giro sui social meravigliose foto di questo borgo, ma non ho ancora avuto modo di visitarlo. Spero di riuscirci presto e di immergermi nei suoi insoliti murales!

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    • Giugno 9, 2020 alle 1:39 pm
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      Certo, è uno dei borghi più belli e particolari dell’Emilia Romagna. Merita davvero😊

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  • Giugno 9, 2020 alle 2:27 pm
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    Ci sono posti che riescono davvero a stupirti…Io che amo la street art e i murales, non posso assolutamente perdere la bellezza di questo questo Borgo!

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  • Giugno 10, 2020 alle 2:03 pm
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    La tua foto in copertina all’articolo mi ha subito attirata! Che bello scoprire questi scorci unici tutti italiani 🙂

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  • Giugno 16, 2020 alle 8:01 am
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    Ho visto questo luogo tantissime volte su Instagram. E’ stato bello leggere un articolo che mi facesse scoprire qualcosa in più 🙂

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    • Giugno 16, 2020 alle 8:43 am
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      Sicuramente è un borgo molto insolito! Dozza merita assolutamente una visita😁

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