Eclettici e poetici, nei passaggi coperti di Parigi l’atmosfera della Ville Lumière si percepisce e assapora con tutti i sensi. Boutiques di lusso e saloni da the animano le gallerie dai tetti spesso in vetro, mentre negozi di antiquariato e librerie storiche riportano in tempi lontani. Siete pronti? Ecco i passaggi coperti, o “passages couverts”, più belli di Parigi e l’itinerario migliore per scoprirli!

Passage Jouffroy: uno dei Passaggi coperti più belli di Parigi
Passage Jouffroy: uno dei Passaggi coperti più belli di Parigi

Era da tanto che volevo scoprire i passaggi coperti di Parigi. Non ho avuto l’occasione di farlo durante il mio primo viaggio nella capitale francese, l’itinerario per la Ville Lumière era già davvero saturo e il tempo a disposizione tutt’altro che molto per l’immensità di cose che volevo vedere! Ma ora che sono in Erasmus a Parigi, grazie al tempo che mi è stato regalato qui, ho imparato ad andare con calma, assaporare ogni angolo della città e a diventarne cittadina.

I “passages couverts” di Parigi mi hanno chiamata un giorno di brutto tempo. Cafée e bistrot, a causa delle restrizioni per la pandemia, erano chiusi, mentre gallerie e passaggi offrivano un’ottima alternativa per passare il pomeriggio riparandosi dalla pioggia.

I passaggi coperti di Parigi: un po’ di storia

I passaggi coperti (“passages couverts”, alla parigina) sono stati costruiti tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, diventando i luoghi prediletti della borghesia e della nobiltà. Con le loro boutiques di lusso, i ristoranti, le sale da thé e quelle da spettacolo, i “passages couverts” di Parigi non erano soltanto un luogo per divertirsi anche in caso di pioggia, ma diventarono alcuni dei posti per eccellenza per mostrare il proprio stato sociale.

I passaggi coperti si distinguono per l’ecclettismo delle loro decorazioni, assemblando caratteri dell’arte neo-classica, dell’Art-déco, o ancora di quelle rinascimentali. Ogni passaggio coperto ha la sua particolarità. Dal Passage Brady, chiamato anche Little India, al Passage des Panoramas, uno dei più antichi, che oggi ospita numerosi ristorantini e negozietti di collezionisti di antichi francobolli.

Purtroppo molti dei passaggi coperti di Parigi sono stati distrutti all’epoca dei grandi lavori di Haussmann. Non ne restano che una quindicina raggruppati sulla Rive-Droite a svolgere ancora la loro funzione. Fortunatamente, da qualche anno, il comune di Parigi ha intrapreso una politica di protezione e valorizzazione di questo patrimonio, lanciando un programma di aiuto finanziario per preservare la bellezza e la funzione dei “passages couverts”.

I Passaggi coperti di Parigi da vedere

Scopriamo allora quali sono i Passaggi coperti di Parigi più belli e assolutamente da vedere!

Passage Verdeau

Entro nella galleria del Passage Verdeau da Rue de rue du Faubourg Montmartre (n. 31 bis) e come primo impatto, non posso che rimanerne affascinata. All’ingresso un negoziante di libri mi cattura: sta sistemando la bancherella e intona con passione le note di una canzone francese: Canta per se stesso o per rendere omaggio alla musica francese? Non lo so, ma sono certa che non lo fa per catturare turisti. Ai tempi del Covid, i passaggi coperti, così come tutta Parigi, sono deserti.

passaggi coperti di Parigi: passage Verdeau
Un’antica libreria del Passage Verdeau

Il Passage Verdeau è uno dei più “charmant” della capitale francese. Di giorno, l’alta vetrata che sormonta la galleria lascia trasparire il sole ed illumina le stravaganti boutiques. Qui, l’apertura dell’Hotel Drouot nel 1852 aveva attirato numerosi antiquari e collezionisti di libri antichi o vecchie carte postali. Alcuni di loro si possono ancora trovare qui, nel Passage Verdeau. Pensate che il negozio di fotografie situato ai numeri 14-16 esiste dal 1901!

Passage Jouffroy

Usciti dal Passage Verdeau in Rue de la Grange-Batelière, non si può fare ameno di notare dall’altra parte della strada l’entrata al Passage Jouffroy. Venne costruito nel 1845 come prolungamento del Passage des Panorama, per beneficiare della sua popolarità.

Il Passage Jouffroy è davvero unico, sia per la sua importanza storica, che per l’originalità delle boutiques che vi si trovano. È infatti protagonista dell’importante evoluzione tecnologica del XIX secolo: è il primo passaggio parigino interamente costruito in metallo e vetro, solo gli elementi decorativi sono in legno.

E nelle sue boutiques cosa si nasconde di così particolare? Tutto! Ogni bottega è unica nel suo genere, da “Maison Gilbert”, il negozio di giocattoli orgogliosamente fondato nel 1848, alle librerie storiche che espongono con fierezza le prime edizioni degli autori più celebri della letteratura francese.

Maison Gilbert, Passage Jouffroy
Maison Gilbert, una delle boutiques più particolare del Passage Jouffroy

Ma la bottega che più mi ha colpita è “La maison du Roy”, chiamata anche “la boutique preferita di Maria Antonietta”. Gioielli lussuosi, curiosità preziose, arredi eccentrici e altre creazioni pompose si affollano nei due piani di questa particolare boutique. Una musica solenne di sottofondo accompagna la tua visita e ti farà sentire davvero come l’ospite di un Re. Si tratta di oggetti unici e spesso da collezione il cui valore è davvero molto alto.

All’interno del Passage Jouffroy si trova anche un luogo inedito in cui passare la notte, l’Hotel Chopin, dallo charme tipicamente parigino e ricco di storia. Esiste da quando è nato il Passage (1846), il che lo pone tra gli Hotel più antichi della capitale!

Proprio accanto all’Hotel Chopin, si trova il Musée Grevin, il museo delle cere.  Qui si possono incontrare personaggi come Michael Jackson e Madre Teresa di Calcutta. Bisogna approfittare no?

Passage des Panoramas

Non serve molto tempo per raggiungere il Passage des Panoramas, è sufficiente attraversare la strada dopo essere usciti dal Passage Jouffroy! Antiche botteghe di francobolli e monete, decorazioni d’epoca, insegne eclettiche mi riportano indietro nel tempo. Come quelle della secolare stamperia Stern o del popolare cioccolatiere Marquis, la cui vetrina mi esalta i sensi e mi invoglia a degustare quel favosolo cioccolato.

Passaggi coperti di Parigi: Passage des Panoramas
l’atmosfera parigina del Passage des Panoramas

Questo passaggio coperto è uno dei più antichi di Parigi e d’Europa, edificato nel 1799 insieme al Passage du Caire. Venne chiamato così perché in origine, all’interno delle sue rotonde vi si potevano ammirare degli immensi “panorama”, ovvero pitture a 360 gradi dipinte sui muri dando l’illusione di realtà. Una delle pitture più famose è Paris vu du toit des Tuileries, di Pierre Prevost esposta all’entrata del Passage des Panoramas.

Un altro gioiello senza tempo del passage couvert è sicuramente il “Théâtre des Variétés”, i cui spettacoli e commedie animano il passaggio da più di due secoli e il cui palco ha dato vita a celebrità.

I passaggi coperti di Parigi: Galerie Vivienne

Che dire… La Galerie Vivienne, una delle più emblematiche gallerie parigine, mi ha catturato il cuore. I suoi archi in legno dipinto, i suoi lampadari in ottone dorato e la sua vetrata sovrastante la rendono così luminosa, artistica e affascinante! Tutti i piccoli dettagli hanno più di 200 anni, anche il mosaico sotto i miei piedi realizzato dal mosaicista italiano Giandomenico Facchina con motivi geometrici.

Galerie Vivienne, parigi
la magia della Galerie Vivienne

Le sue boutiques mi tengono incollata alle vetrine: enoteche, drogherie, librerie antiche che lasciano sfogliare i loro libri o lussuosi negozi di vestiti che mi fanno sognare una serata di gala.

Galerie Colbert

Avete notato una via laterale che si apre proprio vicino al negozietto di giocattoli “Si tu Veux” all’interno dalla Galerie Vivienne? Si tratta di Galerie Colbert, la cui particolarità è di non ospitare nessuna boutique! Anzi, si vota alla cultura. Ospita infatti al suo interno l’Institut Nationale d’Histoire de l’Art (INHA) e l’Institut National du Patrimoine (INP).

Purtroppo quando sono andata io, il passaggio era chiuso, ma se sarete fortunati approfittatene per scoprire la sua magnifica piazza rotonda sormontata dalla cupola in vetro. Pensate che la sua brasserie “Le Grand Colbert”, un prestigioso ristorante in stile Art Nouveau, compare spesso in scene cinematografiche!

Galerie Vivienne e Galerie Colbert si trovano a pochi passi dal Palais-Royal, il cui giardino sorprende per la sua originalità artistica. Dal sottosuolo emergono, come se sorgessero dal ventre archeologico del palazzo, colonne zebrate di diverse altezze. Sono Les colonnes de Buren, un’opera originale che contrasta fortemente con il rigoroso classicismo del colonnato del Palais Royal.

Galerie Véro-Dodat

Spesso mi ritrovo a riposare, o a leggere sulle panchine del giardino del Palais Royal. È rigoglioso di fiori in primavera, dalle aiuole che assumono colori arcobaleno, agli alberi del viale che si tingono di rosa. Durante la settimana, quando la quiete non è disturbata dal rumoroso chiacchiericcio parigino, si possono persino sentire cantare gli uccellini.

A pochi passi dal Palais Royal e a qualche metro dal Musée du Louvre, in Rue du Bouloi, si trova l’entrata della Galerie Véro-Dodat. Fu fatta costruire nel 1826 da due investitori, il macellaio Benoît Véro et il finanziario Dodat in un punto strategico, tra il Plais-Royal e Les Halles. Ma la sua fama fu dovuta anche grazie alla presenza di due corrieri all’entrata del passaggio in Rue Jean-Jaque-Rousseau: i viaggiatori che attendevano le corrispondenze passeggiavano tra le belle boutiques contribuendo così al successo della galleria.

Galerie Véro-Dodat, Parigi
La magia prospettica della Galerie Véro-Dodat

Mi guardo intorno e noto che la Galerie Véro-Dodat non è molto lunga, anzi si vede già l’uscita dalla parte opposta della strada. Ma una caratteristica particolare mi sorprende: il pavimento in marmo è decorato con un motivo a losanghe bianco e nero che per effetto ottico sembra aumentare la lunghezza della galleria. Geniale!

Il suo charme è veramente parigino: boutiques eleganti, gallerie d’arte e di strumenti musicali fanno la loro comparsa uno accanto all’altra nella Galerie Véro-Dodat. Sono sormontati da affreschi angelici sul soffitto e da tetti vetrati che lasciano la luce del sole illuminare l’intera galleria.

Passage de Grand Cerf

Avviciniamoci sempre di più alla Senna e al Musée du Louvre! A 10 minuti dalla Galerie Vero-Dodat, il Passage de Grand Cerf sorprende per sua incredibile altezza. E per renderla ancora più scenica, altalene variopinte dondolano dal soffitto in vetro, colorando l’atmosfera e donandole un tocco giocoso.

All’entrata del passage couvert, in Rue Saint-Denis, si viene accolti dalla grande testa di un cervo, appeso alla parete come a fare da guardiano. Numerose boutiques d’artigianato espongono gioielli fatti a mano, maniglie stravaganti ed elementi decorativi in legno che rallegrano la passeggiata del “flaneur”.

Il Passage de Grand Cerf è sicuramente uno dei passaggi coperti di Parigi da non perdere!

Passage du Caire
I passages couvers di Parigi: Passage de Grand Cerf

Passage Brady

L’India è a Parigi! Il Passage Brady, dislocato di un chilometro rispetto al Passage de Grand Cerf, è anche chiamato Little India. La visita al Passage Brady è un invito ad un viaggio visivo, sensoriale ed aromatico. Ammirate i colori sgargianti dei tipici abiti indiani, odorate i profumi intensi delle spezie orientali. Qui, ci si allontana dalla tipica atmosfera dell’immaginario parigino, per immergersi in quella che chiamo io “la vera Parigi”, un miscuglio di etnie e culture. Numerosi commercianti mauritani e indo-pakistani trovano qui il loro piccolo mondo e il loro rifugio.

Il Passage Brady uno dei pochi passaggi composto da due parti separate, divise dal Boulevard de Strasbourg. Da una parte, il passage couvert è tipicamente coperto dal tetto in vetro, dall’altra invece è eccezionalmente a cielo aperto!

Passaggi coperti di Parigi: quali evitare

Molti altri sono i passaggi coperti di Parigi, come il Passage du Caire, il Passage du Ponceau, e il Passage du Prado. Tuttavia, dopo aver visitato i passages couverts più emblematici della Ville Lumière, questi possono deludere le aspettative. Anzi, alcuni di essi li ho trovati abbastanza pericolosi per una ragazza come me.

Passage du Caire, Passage du Ponceau, Passage du Prado

Il Passage du Caire, il più lungo e stretto, ospita molti negozi di vestiti di origine asiatica, o fabbricanti di tessuti. Il Passage du Prado nel quartiere di Faubourg Saint Denis, cade ormai in stato di degrado, nonostante una campagna di rinnovamento nel 2012 abbia cercato di riportare lustro al passaggio. Il Passage du Ponceau, che collega rue Saint-Denis et il boulevard de Sébastopol, non ha mai veramente conosciuto il suo momento di gloria. Modesto nella sua costruzione nel 1826, i numerosi lavori successivi lo hanno denaturato, privandolo dei suoi decori di ispirazione neo-classica e di un’anima ben definita.

Luna di Lupi in giro

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I passaggi coperti (“passages couverts”) di Parigi da vedere

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